Mutuo non concesso: cosa può fare chi sta vendendo casa

Mutuo non concesso: cosa può fare chi sta vendendo casa

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Mutuo non concesso: cosa può fare chi sta vendendo casa

Quando la banca comunica un mutuo non concesso, chi sta vendendo casa ha tre strade: trattenere la caparra secondo quanto previsto dal preliminare, rinegoziare i termini con lo stesso acquirente oppure rivolgersi a chi compra senza ricorrere a un finanziamento.

La strada percorribile dipende quasi sempre da cosa è stato scritto nel contratto preliminare. Una clausola sospensiva formulata con chiarezza stabilisce in anticipo chi sopporta il rischio di un mutuo non concesso ed evita mesi di discussioni con la controparte.

 

Perché un mutuo non concesso ferma la trattativa

L’istituto di credito esamina il reddito dell’acquirente, la stabilità della sua posizione lavorativa, l’esposizione debitoria complessiva e il valore che il perito attribuisce all’immobile. Basta che uno solo di questi elementi resti fuori dai parametri interni della banca perché l’istruttoria si chiuda con un mutuo non concesso, anche dopo settimane di verifiche apparentemente positive.

Nel frattempo la casa è rimasta fuori mercato. Il venditore ha sospeso le visite, rifiutato altre proposte e in molti casi programmato un trasloco o l’acquisto di una nuova abitazione. Il danno di un mutuo non concesso non riguarda soltanto la vendita saltata, ma anche il tempo perduto e le occasioni lasciate andare.

 

Caparra e clausola sospensiva: cosa prevede il contratto

L’articolo 1385 del Codice Civile permette al venditore di recedere e trattenere la caparra confirmatoria quando l’inadempimento è imputabile alla controparte. La ritenzione opera a titolo forfetario, quindi senza obbligo di dimostrare l’entità del danno subito, purché il recesso venga esercitato nelle forme corrette e comunicato per iscritto alla controparte entro tempi ragionevoli.

Se invece il preliminare contiene una clausola sospensiva legata al finanziamento, il mutuo non concesso scioglie l’accordo e la somma versata torna all’acquirente. Pesa comunque la diligenza dimostrata da chi compra: la domanda mai presentata, la documentazione incompleta o la rinuncia volontaria restano circostanze a suo carico e possono trasformare un mutuo non concesso in un vero inadempimento.

 

Le opzioni del venditore dopo un mutuo non concesso

La prima possibilità è il recesso con ritenzione della caparra, soluzione rapida ma definitiva, che chiude ogni rapporto con l’acquirente. La seconda è la risoluzione giudiziale con richiesta di risarcimento, un percorso più lungo, costoso e dall’esito incerto, che raramente ripaga i tempi e le spese legali necessarie per arrivare a una sentenza definitiva.

Esiste poi una terza via, spesso la più ragionevole per entrambe le parti dopo un mutuo non concesso. Un accordo scritto può prevedere la proroga del termine, la restituzione parziale della somma oppure un nuovo tentativo presso un altro istituto con l’aiuto di un mediatore creditizio, perché ogni banca applica criteri di valutazione propri.

 

Come ridurre il rischio prima di firmare il preliminare

La prevenzione parte dalla verifica di chi compra, prima ancora di accettare la proposta. Una lettera di pre-delibera bancaria, la conferma della quota di liquidità già disponibile e un prezzo allineato ai valori della zona riducono in modo sensibile la probabilità di trovarsi davanti a un mutuo non concesso a trattativa ormai avanzata.

 

Vendere casa senza dipendere dal finanziamento dell’acquirente

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Domande frequenti

Il venditore può trattenere la caparra se il mutuo non è stato concesso?

Sì, quando il preliminare non contiene una clausola sospensiva e il mancato esito è imputabile all’acquirente. In presenza di una clausola valida, invece, la caparra deve essere restituita per intero al promissario acquirente.

Quanto tempo passa prima di sapere che il mutuo non è stato concesso?

L’iter che porta dalla domanda alla delibera richiede in genere alcune settimane, perizia sull’immobile compresa. Indicare un termine preciso nel preliminare evita che l’attesa si prolunghi e blocchi troppo a lungo la vendita.

Conviene accettare una proposta con clausola sospensiva per il mutuo?

Dipende dal profilo di chi compra. La clausola tutela l’acquirente, quindi chi vende dovrebbe chiedere in cambio una pre-delibera bancaria e un termine breve e definito con chiarezza nel testo del preliminare.

 

Conclusione

Un mutuo non concesso non è la fine della vendita, ma un bivio. Le regole della caparra, il testo della clausola sospensiva e la disponibilità delle parti a trovare un accordo ne determinano l’esito, insieme alla rapidità con cui il venditore reagisce.

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